Il deserto del Sahara

“Mi è sempre piaciuto il deserto. Ci si siede su una duna di sabbia. Non si vede nulla. Non si sente nulla. E tuttavia qualche cosa risplende nel silenzio.”   Antoine de Saint-Exupery

Durante un week end passato a Marrakech, io e altre due care amiche decidiamo di provare l’esperienza di dormire nel deserto del Sahara, come potere lasciarsi fuggire questa occasione? Prenotiamo un’escursione con un ragazzo del posto e all’alba partiamo alla volta di Ouarzazate.

Il periodo in cui siamo andate è il mese di febbraio, attenzione perchè se doveste fare la stessa scelta di giorno fa caldo ma di notte moooolto freddo perchè c’è un’altissima escursione termica. 

Un viaggio entusiasmante, siamo un miscuglio di nazionalità diverse: una brasiliana solare ma logorroica, tre simpatiche cilene, tre allegri irlandesi e tre artisti spagnoli. Un bel gruppetto con cui chiacchierare e scambiarsi aneddoti sulle nostre avventure in giro per il mondo.

Dopo ore ed ore di pullman e paesaggi mozzafiato, arriviamo nella cittadina di Ouarzazate, costruita interamente in argilla, dove sono stati girati numerosi film.

Ricorderò per sempre i bambini del posto che ci aiutano ad attraversare un fiume saltellando da un sasso all’altro.

Arriviamo all’entrata del deserto giusto per goderci il tramonto infuocato sulla sabbia sahariana.

Dopo un “piccolo” battibecco con l’autista del nostro mezzo (ho dato, ingenuamente, la sua bottiglia di acqua a dei poveri bambini che girovagavano da quelle parti), montiamo sui cammelli e ci becchiamo una fantastica camminata (o meglio, cammellata) di un’ora e mezza gustandoci un emozionante imbrunire. Arriviamo al nostro accampamento e iniziamo una fredda ma stupefacente nottata molto wild.

Ceniamo in una tenda beduina con cous cous e The alla menta (niente acqua!), beviamo The alla menta (ma dai?!) in cerchio scaldandoci davanti a un confortante falò e ammirando un cielo stellato senza paragoni. Ridiamo, scherziamo, viviamo.

Facciamo amicizia con un ragazzo berbero che ci offre un altro The (bastaaa!) e ci porta a vedere le stelle seduti su una coperta, appoggiati alla schiena di un cammello. Esperienza assolutamente sensazionale: noi, il deserto e le stelle….e i cammelli che fanno versi strani, la loro cacca sparsa ovunque e uno di loro che carica contro di noi. Ok, forse è il caso di tornare nella tenda.

Il bagno non c’è, si crepa di freddo ma superiamo la notte con coraggio e la meraviglia dell’alba che ci sveglia è indescrivibile. Tre amiche sedute su una duna in mezzo al deserto e il sole che sorge.

Dopo un’altra avventurosa cammellata dove mi riempio di sbauscia di un cammello in cerca di affetto ci avviamo verso Marrakech. Il ritorno è pesante ma faccio pace con l’autista, offrendogli una nuova bottiglia d’acqua (lui mi ripagherà stringendomi una quarantina di volte la mano) e mi godo il paesaggio: canyon infiniti, la catena dell’Atlante, fiumiciattoli in mezzo alle montagne, dove le donne locali stendono i panni bagnati sulle rocce o sul lungofiume e paesini pieni di bimbi che vanno a scuola a piedi.

Pura vida.

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