Un pizzico di Myanmar

“Ci sono viste al mondo dinanzi alle quali uno si sente fiero di appartenere alla razza umana. Bagan all’alba è una di queste. Nell’immensa pianura, segnata soltanto dal baluginare argenteo del grande fiume Irrawadi, le sagome chiare di centinaia di pagode affiorano lentamente dal buio e dalla nebbia: eleganti, leggere; ognuna come un delicato inno a Buddha. Dall’alto del tempio di Ananda si sentono i galli cantare, i cavalli scalpicciare sulle strade ancora sterrate. È come se una qualche magia avesse fermato questa valle nell’attimo passato della sua grandezza.”    Tiziano Terzani 

Un Paese dalle mille sfaccettature: si passa da una città come Mandalay, già orientata verso la modernità dove il traffico e il caos regnano sovrani, alla tranquillità e serenità trasmessa da Bagan, la perla di Burma.

Bagan è un sito archeologico dove in mezzo alla natura sono disseminate circa tremila pagode, dal colore acceso e di diverse dimensioni.

Noi abbiamo noleggiato uno scooter elettrico ed abbiamo girato tra questi spettacolari ed enormi monumenti buddhisti. Ci siamo perse nel verde della riserva, abbiamo scalato qualche stupa e ci siamo godute il paesaggio mozzafiato che si può ammirare dall’alto. Un’esperienza fenomenale, immerse in una pace incredibile. 

Mentre giriamo con le nostre e-bike tra le stupa, ci meravigliamo dinnanzi al contrasto di colori che abbiamo davanti: il verde degli alberi, l’azzurro acceso del cielo e il rosso delle pagode sono spettacolari.

Durante questo scatto c’erano circa cinquanta gradi e io soffro pure di vertigini ma non mi sono fermata e ho voluto scalare questa pagoda. Ho fatto bene perché lo spettacolo da lassù è incredibile! (Poi ci ho messo venti minuti per scendere perché mi girava la testa e i mattoni erano bollenti ma dettagli).

Girando alcuni templi, un pò più moderni, si possono incontrare numerosi monaci buddhisti che passeggiano e visitano anche loro questi luoghi mistici.

Sul ciglio della strada si trovano spesso delle bancarelle di frutta o di marionette, di loro produzione. Colorate e simpatiche!

In alcune zone sembra che il tempo si sia fermato. 

Abbiamo visitato un mercato locale dove le ragazze puliscono la legna per poi rivenderla, dove l’odore è nauseabondo, dove c’è chi si fa aiutare ad eliminare i pidocchi e ci sono parecchi senza tetto che dimorano su un pavimento a fianco di una pagoda. La povertà è davvero ad alti livelli, che tristezza. 

Non dimenticatevi di godere delle fantastiche albe e dei fantastici tramonti che caratterizzano questo gioiellino. Rimarrete a bocca aperta, questo è sicuro.

Ultmo consiglio: prendetevi del tempo per godervi questo spettacolo.

Mentre girate con la motoretta concentratevi solo sul silenzio che vi circonda, gli uccellini che cantano e i colori fantastici che vi abbagliano.

Oppure dopo esservi arrampicati su una pagoda, trovate un posticino dove mettervi e godetevi il paesaggio o leggete un libro. La sensazione di pace che vi pervaderà è indescrivibile.

Il Myanmar ci dà il suo arrivederci a Mandalay, con una cena a base di street food e questo ambulante che vende palloncini. Ne prendo uno con gli ultimi spiccioli e lo regalo a dei bambini che passeggiano poco più avanti.

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